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Esclusiva

Milan, Vecchi a ISP: “Assenza Maignan non pregiudica nulla. Mirante e Tatarusanu certezze”

Maignan (getty images)

L'ex portiere rossonero dice la sua sull'arrivo di Mirante

Redazione ITASportPress

In merito all’infortunio di Mike Peterson Maignan e all’oggettiva incognita portieri in casa Milan, la redazione di ItaSportPress.it ha intervistato in esclusiva Villiam Vecchi, ex estremo difensore rossonero (1967-1974), nonché storico preparatore dei portieri del club meneghino.

L’infortunio di Maignan può compromettere il campionato del Milan?

“Non credo”.

Per quali motivi?

“Perché Tătărușanu non è l’ultimo arrivato: anche ai tempi del Lione aveva fatto molto bene. In più Pioli lo conosce, avendolo avuto in precedenza a Firenze”.

Il Milan ha tuttavia ingaggiato di fretta e furia lo svincolato Mirante: si fida realmente a tal punto di Tătărușanu?

“Mirante non è stato preso perché Tătărușanu non dà garanzie, bensì perché il terzo portiere Plizzari ha avuto problemi alle ginocchia. Lo hanno ingaggiato per un puro fattore numerico”.

Come giudica Mirante?

“Un ottimo portiere, di grande esperienza”.

A proposito di Maignan: si aspettava un simile impatto? Ha sostituito Donnarumma, non uno qualsiasi…

“Il Milan è stato davvero bravo nella scelta. Giù il cappello: io non lo conoscevo così bene. Sin qui non ha fatto rimpiangere Donnarumma”.

L’ha stupita la scelta dell’estremo difensore azzurro di approdare alla corte del Psg?

“Sono scelte, che ciascuno liberamente può fare. Non entro nel merito”.

Il Milan può lottare fino alla fine per lo scudetto?

“Di base il Milan deve ambire a entrare in Champions. Dopodichè, ora come ora, può puntare allo scudetto senza ombra di dubbio”.

Per quali ragioni?

“Stanno andando avanti con Pioli da diverso tempo. In più ora rientrerà Ibra, che è un valore aggiunto”.

Quali altre squadre reputa favorite?

“Inter e Napoli”.

La Juve no?

“No, credo che la Juve possa ambire esclusivamente a entrare in Champions quest’anno”.

In Europa le italiane hanno chance concrete?

“La vedo dura. In Europa mi sembra ci siano tre-quattro squadre sovraritmo”.

 (Getty Images)
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