NAPOLI, clausola di Higuain: un po’ croce e un po’ delizia

di Redazione ITASportPress

Il Napoli blinda il suo bomber. Le intenzioni della società sono serie circa la permanenza in azzurro di Gonzalo Higuain. Il contratto, firmato due anni fa, è stato corredato da una clausola rescissoria pari a circa 95 milioni di euro. Una cautela degna di cotanto investimento. Un messaggio eloquente ai potenziali acquirenti, in perfetta scia con l’illustre precedente che, alla fine, si concluse con il passaggio di Edinson Cavani al Psg. Assodato che il Napoli non ha di certo bisogno di vendere, né a maggior ragione di svalutare i suoi migliori giocatori, per la necessità di fare cassa, si parla ugualmente del futuro dell’asso argentino come se fosse decisamente in discussione. Una serie di ipotesi ventilate ad hoc vogliono che il centravanti sia propenso a cambiare aria accettando le lusinghe di club stranieri più competitivi e concorrenti nella prossima Champions League. Una dietrologia fine a se stessa, non supportata da fatti concreti, appare come la conseguenza naturale di un esercizio arbitrario, deleterio e, anche, di cattivo gusto. Quel gusto di fare, pur sempre, notizia.

L’unica certezza in tutto questo ambaradan è la tanto contemplata clausola rescissoria che pone delle inequivocabili condizioni. Pagare moneta, vedere cammello.

Se, da una parte, la società di De Laurentiis detta l’unico viatico possibile per arrivare al suo capocannoniere, non è da escludere, dall’altra, che qualche club sia realmente disposto a soddisfare la clausola pur di assicurarsi le prestazioni dell’argentino in virtù di un surreale interessamento. Tale da mirare proprio a quelle precise caratteristiche ed escludere quelle vantate da tanti altri attaccanti di razza.

Per il Napoli Higuain è incedibile, o meglio cedibile ma solo a quella cifra presumibilmente fuori portata che, obiettivamente, supera di gran lunga il suo effettivo valore di mercato. Una clausola che, così com’è, vuol dire anche tutto e niente. Croce e delizia. La delizia come diritto a bearsi di un simile giocatore e la croce come dovere di lasciarlo eventualmente andare con il contestuale impegno di trovare un surrogato all’altezza.

Tralasciando il campo delle ipotesi, ora sorge spontanea la domanda. Premesso che i contratti si rispettino bilateralmente, che motivo reale (e non verosimile) avrebbe attualmente Higuain di cambiare casacca? Titolare inamovibile, statistiche alle stelle (quasi due gol di media a partita), centro del progetto sportivo e societario, tanta voglia di rivincita. Assurto ai livelli di beniamino indiscusso della tifoseria e pungolato dai giusti rinforzi sul mercato, soprattutto dal neo allenatore Sarri, appare come non mai proprio lui l’indiziato principale a disegnare il futuro tinto d’azzurro. A colpi di pennello. Pardon, di destro e di mancino, riservando anche una buona dose di spunti ai compagni.

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