NAPOLI, problema stadio questione annosa. Gli sviluppi

di Redazione ITASportPress

Lo stadio San Paolo ancora una volta al centro di una questione oramai annosa. Le parti interessate, il Comune di Napoli e la Società Sportiva Calcio Napoli, sembrano essere lontane da una visione convergente sul futuro legato all’impianto sportivo di Fuorigrotta. Interessi pubblici e privati difficilmente possono coesistere, ma in ogni caso è importante impostare un dialogo volto alla valorizzazione di un bene comune. Che appartiene di fatto alla collettività. Nel segno e nel nome dello sport da assumere a tutti gli effetti come ‘volano’ di aggregazione sociale e di disciplina formativa per le giovani generazioni. 

Invece, la stretta attualità impone all’attenzione pubblica una serie di episodi che contribuiscono solo a rendere più difficoltosa la situazione in quello che è diventato oramai un botta e risposta tra le parti coinvolte. Nella giornata di ieri, la Società Sportiva Calcio Napoli ha diramato un comunicato stampa in cui afferma di nutrire più di una perplessità sulle condizioni del manto erboso a causa dei due concerti di Vasco Rossi e Jovanotti in programma rispettivamente il 3 e il 26 Luglio puntualizzando che ogni tipo di danneggiamento sarà ascrivibile alla sola responsabilità dell’organizzazione, quindi al Comune in qualità di proprietario dello stadio.

Non è tardata ad arrivare la risposta dell’ente di Palazzo San Giacomo, con l’intervento del primo cittadino Luigi De Magistris, che ha sottolineato che verranno prese tutte le misure del caso per assicurare, anche attraverso il parere di esperti agronomi, il ripristino delle normali condizioni del rettangolo verde con l’ausilio di supporti all’avanguardia in termini di manutenzione. Inoltre, il sindaco fa sapere che con l’avvenuto pagamento di tutti gli adempimenti da parte del Napoli e il conseguente rinnovo della concessione d’uso si potranno aprire nuovi scenari di discussione sui margini di fattibilità legati al destino dello stadio San Paolo.

Ogni soggetto dovrà garantire il proprio apporto, da una parte l’investimento di fondi privati legittimato dall’apertura di un’apposita gara e dall’altra l’impegno a ridurre ai minimi termini le già tanto stucchevoli lungaggini burocratiche. L’incontro potenzialmente decisivo, vuoi per escludere l’ipotesi dello stadio nuovo vuoi per il confronto costruttivo sul progetto di rivalutazione del San Paolo condiviso pienamente dalle parti, stenta davvero a compiersi. Non è, però, neanche da escludere che le parti possano improvvisamente avvicinarsi in seguito alla proroga della convenzione accogliendo all’unisono il restyling del San Paolo. Il futuro di Napoli e del Napoli passa anche attraverso la loro stessa casa, anzi coabitazione.

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