Palomino e il lockdown a Bergamo: “Città deserta. Contagi in squadra? Solo Sportiello ma ora sta bene”

Palomino e il lockdown a Bergamo: “Città deserta. Contagi in squadra? Solo Sportiello ma ora sta bene”

Il difensore dell’Atalanta racconta il momento d’emergenza vissuto

di Redazione ITASportPress
Palomino

L’emergenza coronavirus ha colpito in maniera ingente l’Italia. In modo particolare la città di Bergamo è tra quelle che più ha sofferto tra morti, malati e ricoverati.

Il mondo del calcio ha provato a dare segnali di ottimismo ai cittadini, prima con il capitano dell’Atalanta Papu Gomez e adesso anche col difensore José Luis Palomino che ha parlato all’emittente argentina El equipo Deportea anche della ripartenza e del periodo molto complicato vissuto.

RIPARTIRE – “Ci hanno detto che il 18 maggio potremo tornare ad allenarci come squadra, ma ancora non è certo perché qua le cose cambiano continuamente”, ha detto Palomino che poi ha parlato della città bergamasca: “Adesso qua a Bergamo la gente può uscire un po’, ma la città è stata deserta per molto tempo e ci sono stati tanti morti. Ripresa del campionato? Penso che sia giusto ripartire quando saremo sicuri che tutto questo sia stato messo alle spalle. Per prima cosa dobbiamo pensare alla salute, poi capiremo come far ripartire il calcio. La trasferta di Valencia ha aiutato l’espandersi del virus? Noi siamo rimasti in quarantena per 15 giorni, qualcuno a casa propria e altri a Zingonia. Fortunatamente solo un giocatore (Sportiello ndr) è risultato positivo ma adesso sta bene”.

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