Parma, oggi la sentenza sul presunto illecito poi domani quella sulle plusvalenze

Grande attesa per la sentenza che arriverà in mattinata o nel primo pomeriggio

di Redazione ITASportPress

Oggi si conoscerà la sentenza sul presunto illecito sportivo del Parma per i messaggi su whatsapp dell’attaccante Emanuele Calaiò ai colleghi dello Spezia. I giudici del Tfn dovranno valutare se si è trattato di dolo, leggerezza o scherzo per quel messaggio a tre giorni dalla sfida che avrebbe promosso il Parma in Serie A. Vediamo se i giudici per quell’«ehi pippein non fare il cazzein» valuteranno si trattasse un invito a non impegnarsi troppo, una raccomandazione a non ricevere troppe botte in campo o una battuta riuscita malissimo. Come riporta oggi la Gazzetta dello Sport, tra la prima e le altre opzioni c’è un abisso, quello che passa tra gli articoli 7 e 1 bis del codice di giustizia sportiva: l’uno sanziona l’illecito (o il tentato illecito) sportivo, l’altro la slealtà. Il primo può prevedere anche – badate bene: anche – la retrocessione, il secondo solitamente comporta un’ammenda. Nel caso in cui i giudici optassero per la violazione dell’articolo 1, la sentenza a Calaiò e al Parma procurerebbe il fastidio di un buffetto. Se, invece, il tribunale dovesse condividere l’impianto accusatorio e ravvisare gli estremi del tentato illecito, per il giocatore e il club che in tre stagioni consecutive è risalito dalla D alla A, potrebbero essere guai. Potrebbero, ma non è così scontato. Al Parma starebbe bene pure ricevere una sanzione nel prossimo campionato, che svuoterebbe di senso un eventuale ricorso in appello della Procura. Domani, sarà il turno della sentenza sulle cosiddette «plusvalenze fittizie» di Chievo e Cesena. Qui, la Procura non ha mostrato tentennamenti, chiedendo per entrambe 15 punti di penalizzazione da scontare nella stagione passata.

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