Pellissier: “Mi ritiro, sento che è giusto così. Ma se ci fossimo salvati, forse…”

Pellissier: “Mi ritiro, sento che è giusto così. Ma se ci fossimo salvati, forse…”

La lunga conferenza in cui l’attaccante ha annunciato l’addio al calcio giocato

di Redazione ITASportPress

In una conferenza stampa tenutasi a Veronello, l’attaccante del Chievo Sergio Pellissier ha annunciato il ritiro dal calcio giocato all’età di 40 anni. “Ci ho pensato tutto l’anno, il presidente sapeva della mia decisione da 3-4 mesi e ha cerco di convincermi a continuare, ma sento che è giusto così. È il momento di lasciare spazio agli altri: ringrazio il presidente per tutti questi in cui mi ha fatto vivere una grande carriera, ringrazio famiglia e amici per avermi sempre supportato, ringrazio i compagni e gli allenatori che ho avuto, ringrazio ovviamente i tifosi. Spero che Di Carlo mi faccia giocare le ultime 3 partite, auguro al Chievo un enorme in bocca al lupo per la risalita. Era la fine di un ciclo, non avrei potuto ricominciare dalla Serie B e giocare fino a 100 anni. Volevo smettere quando e come volevo io e così è avvenuto”.

QUEST’ANNO – Come detto, restano 3 partite da giocare, 3 partite per “certificare” sul campo l’addio al calcio giocato: “Come me le immagino? Giocherò con gli occhiali da sole per non far vedere le lacrime (sorride, ndr). Non voglio farmi vedere debole, non ho mai mollato. Sono rabbioso per non aver dato il mio contributo in questa stagione. Forse, se ci fossimo salvati, non avrei smesso. Le colpe sono state in maggior parte nostre, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità”.

IL FUTURO – Resterà comunque in seno alla società clivense? Pellissier temporeggia: “Il mio futuro si chiama Chievo, nel senso che voglio godermi le ultime 3 partite di campionato. Soprattuto spero di giocare l’ultima in casa quando potrò festeggiare coi tifosi. Vivo giorno per giorno, non sto di certo ora pensando all’anno prossimo”. E ancora: “Ho chiesto al presidente di non essere l’uomo simbolo, non voglio rubare soldi. Li ho già rubati giocando (ride, ndr). Se anche non dovessi rimanere, saremo per sempre amici”.

RITIRO DELLA MAGLIA – Al presidente Campedelli è stato chiesto se verrà ritirata la maglia di Sergio Pellissier: “Sergio incarna il Chievo, ha sempre dato tutto se stesso per il club, nel bene e nel male. Lo ringrazio dal profondo del cuore per queste annate. Quella maglia è sua e lo sarà per sempre, vestirla, per altri giocatori, sarebbe troppo pesante. L’unico che potrà indossarla di nuovo sarà al massimo suo figlio. Per me quella numero 31 è ritirata dal 2008“.

RIMPIANTI – Alcune curiosità riguardano aneddoti del passato: “Ad un certo punto quando persi il posto da titolare ero tentato di fare un’esperienza altrove, ma la mia forza è sempre stata quella di dimostrare alle persone che credevano in me che avevano ragione a farlo. Un rammarico? Un0 enorme ce l’ho: il 2-2 con la Juventus a Torino. Feci una grande azione, Marchisio si era fermato: invece di calciare decisi di passarla, magari avrei segnato e sarebbe stata la prima vittoria nella storia del Chievo in casa dei bianconeri”.

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