Pozzo contro la Bundesliga: “Sono ripartiti nella maniera peggiore”

Pozzo contro la Bundesliga: “Sono ripartiti nella maniera peggiore”

Il patron dell’Udinese ha attaccato la ripresa del calcio in Germania.

di Redazione ITASportPress

La Bundesliga è stato il primo campionato europeo a riprendere dopo lo stop dovuto al Coronavirus. Il calcio tedesco ha seguito alla regola il protocollo che di fatto proietta il calcio in una nuova dimensione: niente esultanze in gruppo e contatti ridotti al minimo, nel limite del possibile. Una ripresa che è valsa tantissimo in termini di numeri alla Bundesliga. Le partite infatti hanno fatto registrare numeri altissimi in tv, ma Giampaolo Pozzo non è d’accordo con il modello tedesco.

Pozzo contro la Bundesliga

Pozzo
Pozzo Udinese (getty images)

Il patron dell’Udinese Giampaolo Pozzo ha criticato a Radio Sportiva la ripresa della Bundesliga: “Sono ripartiti peggio che non si poteva nonostante lo abbiano venduto come un trionfo ma è successo quello che si prevedeva a livello di infortuni. 8 lesioni nelle prime 6 partite, altrettante solo per il Borussia Dortmund dopo una singola giornata. La riprova che se non fai una buona preparazione paghi il conto. E il tutto con una partita a settimana mentre noi dovremmo farne due, per cui servirebbe una rosa di 30 giocatori per arrivare in fondo ed ammortizzare tutti gli infortuni”.

Ripresa del campionato

Pozzo (Getty Images)

Sempre Pozzo aveva criticato la scelta del 13 giugno come data per la ripresa del campionato di Serie A: “Mi dispiace ci siano stati diversi equivoci. Siamo sempre stati all’interno della Lega e abbiamo sempre operato con la massima collaborazione e rispetto reciproco nei miei 35 anni. Tutto è iniziato con le porte chiuse contro la Fiorentina, quando nei Viola c’erano molti positivi. Anche noi siamo andati in quarantena obbligatoria. E i nostri medici sono andati nel pallone in quanto non c’era legislazione che chiarisse la loro responsabilità. Per tranquillizzare i miei lavoratori sia medici che dirigenti, escluso il sottoscritto, ho sentito il dovere di mandare la lettera a Spadafora. Questo non vuole dire che noi non vogliamo giocare. Noi disposti a giocare il 13 giugno? Io non sono d’accordo. Credo sia un insulto all’intelligenza. Dopo 2 mesi e mezzo di non allenamenti in casa, i giocatori hanno necessità di più tempo, minimo un mese, per tornare in forma ed essere sicuri. Allenamenti agonistici non quelli fatti in casa”.

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