ROMA, Spalletti: “Frosinone fondamentale per il futuro. Zeman? Rabbrividisco…” (VIDEO)

ROMA, Spalletti: “Frosinone fondamentale per il futuro. Zeman? Rabbrividisco…” (VIDEO)

Le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso: “Voglio di meglio anche rispetto a quello che ho visto con la Juve: abbiamo fatto passi in avanti, corretto determinate cose e raggiunto un certo equilibrio, dobbiamo riappropriarci delle nostre qualità. Dobbiamo ripartire sbarazzini, per fare male”

di Antonino Lo Re, @AntoninoLoRe

Vigilia di Roma-Frosinone. Il tecnico giallorosso Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa, trattando diversi temi, tra cui il mercato: “El Shaarawy lo stiamo valutando, non sappiamo se può durare per tutta la partita visto che viene da un periodo in cui non giocava: è più facile che si possa utilizzare durante la partita. Ha qualità molto importanti per noi: corsa, tecnica, “sente la porta”, ci completa in un ruolo in cui eravamo un po’ scoperti. E’ uno che si presta a fare il terzo d’attacco, ma anche ad adattarsi sulla fascia”.

Le condizioni di Falque e Maicon?
Iago ha un problema al tendine rotuleo e spingendo lo ha peggiorato: ha concordato coi medici di fare qualche allenamento differenziato e ora sta meglio. Maicon ha delle difficoltà a sviluppare tutto e va gestito in base al problema che ha, ma le sue intenzioni sono belle e sane, valuteremo oggi. Florenzi invece sarà difficile averlo, ha preso questa legnata a fine partita ed è stato il motivo della sua protesta a fine partita. Non avevo valutato bene l’entità del colpo preso, non c’è frattura ma si è presentato con le stampelle al campo”.

Sulla destra può giocare anche Torosidis?
“Sì, al momento mi pare la situazione più probabile e corretta, anche se c’è da valutare Maicon”.

Prima partita col Verona ultimo in classifica, ora il Frosinone penultimo: cosa ci dobbiamo aspettare di meglio rispetto a due settimane fa?
“Voglio di meglio anche rispetto a quello che ho visto con la Juve: abbiamo fatto passi in avanti, corretto determinate cose e raggiunto un certo equilibrio, dobbiamo riappropriarci delle nostre qualità. Dobbiamo ripartire sbarazzini, per fare male”.

Salah vive un momento di difficoltà: cosa ha bisogno per tornare al massimo e può giocare trequartista?
“E’ vero, l’infortunio l’ha penalizzato, non ha ancora lo spunto e la brillantezza di prima. Ora deve ritrovare la sua qualità maggiore, puntare l’uomo, quella è casa sua. A livello tattico, dieci metri dopo o prima, non è importante. I principi di gioco sono altri, dipende dal tipo di gioco che stiamo sviluppando e il tipo di interpretazione che deve avere. E’ bravo con la palla sui piedi, secondo me partendo dall’esterno fa più fatica”.

Zeman ha parlato già due volte dal suo rientro alla Roma: le hanno fastidio le sue esternazioni?
“Rabbrividisco riguardo questa situazione: ci ho parlato due minuti prima al telefono e poi nell’intervista leggo altre cose. Era a Roma lui, al telefono con Tempestilli, me lo son fatto passare e gli ho chiesto consigli. Mi ha detto che nessuno rispetta le regole, ma le altre cose poteva dirmele lì. La gestione di Totti? Io gestisco la Roma, non un singolo giocatore. Devo vincere assolutamente questa partita, per noi è la sfida più importante del momento. Noi dobbiamo pensare a questa sfida come una finale o rischiamo di sbagliare tutto: quella di domani è la partita fondamentale per il nostro futuro, gioca chi è più pronto”.

E’ arrivato Zukanovic: c’è il tuo avallo riguardo questo arrivo?
“Ervin viene a giocare in un reparto di cui avevamo bisogno, il direttore è stato bravo ad inserirsi all’ultimo momento. E’ un giocatore che ho avallato perché lo conosco e perché ho parlato con persone che lo conoscono. E’ chiaro che se parliamo di un mercato a bocce ferme, è un altro tipo di ragionamento. Però il calciatore è fortissimo di testa, ha carattere, ha la difficoltà di non essere velocissimo ma si posiziona sempre bene: è uno che sa fare il suo mestiere”.

Ti aspetti l’arrivo di Perotti, dopo El Shaawawy?
“Facciamo chiarezza: Gervinho voleva andare a tutti modi, mentre El Shaarawy voleva venire in tutti i modi. Per me non ci sono dubbi su chi serve alla Roma. Perotti è una cosa che continuiamo a guardare. Stiamo guardando se riusciamo a trovare un giocatore che ci dia una mano sull’uno contro uno, a volte si cercano mille soluzioni, ma quando hai un calciatore che ti guarda in faccia e ti fa sopra il problema non sussiste più, trovi la superiorità, è una scorciatoia”.

Ha trovato Darcy Norman ed Ed Lippie come preparatori, è soddisfatto del loro lavoro? In che rapporti siete?
“Mi hanno dato dei programmi che hanno fatto precedentemente, ma bisogna abbinarlo al lavoro sul campo, è la somma che conta. Sono disponibili, ho detto loro qualcosa che sia giusto fare, si fa un lavoro che mi possa piacere e che sia di completamento per il cumulo finale che serve ai calciatori. Sono persone brave a organizzare e programmare”.

Che ambiente ha trovato qui, è vero che è difficile tenere le redini di tutto?
“Non c’è un dogma, qui devi essere bravo a gestire le situazioni ogni volta che ti arrivano. Se ti arriva un treno devi essere abile a scansarlo, è nella sintesi di quello che dissi all’inizio. Sono tornato qui perché conosco questo ambiente, so che difficoltà ci sono. C’è tanto amore, troppa passione, poi si diventa gelosi e si reagisce in maniera cattivella. Bisogna essere equilibrati, pensare all’importanza di questa partita qui e non al mercato che ci possa dare la soluzione. Bisogna fare di più di quanto fatto contro Verona e Juventus. La domenica si prendono punti, ma si guadagnano durante la settimana. A volte serve che i dettagli girino, col Verona potevamo perdere o stravincere la partita, se la palla va dentro o se si fa la scelta giusta. A volte non si sfruttano le situazioni per il morso della tensione, sarebbe importante mettere un po’ da parte ed essere tutti lì, la Roma è una bella squadra ma anche il contorno di bandiere e di sciarpe. Allora saremmo tutti insieme e si avrebbero più possibilità”.

Ha notato delle differenze di testa nelle sfide tra Verona e Juventus? L’Olimpico pesa?
“Secondo me non ci sono differenze e siccome i calciatori sono ragazzi che sono soggetti a sentire cambiamenti ed umori, è proprio quello che dicevo prima riguardo l’umore e la passione. Fino a fine anno siamo un’unica cosa”.

La situazione Doumbia: ha trovato la stessa volontà di Gervinho, lei che lo conosce molto bene?
“Lo conosco, è un giocatore che in Russia mi ha creato anche dei problemi: è veloce, fa gol in area. Ha qualche problema a giocare con la squadra, sotto l’aspetto e mi è parso che il suo discorso fosse stato affrontato e andarlo ritirare fuori sarebbe andare a fare casino, nel momento in cui dobbiamo trovare la giusta traccia tutti. In questo caso qui è meglio non farlo. Noi il centravanti ce l’abbiamo ed è Dzeko: è un giocatore che ha delle qualità e per sbloccarsi gli serve prendere un paio di movimenti giusti e avere fiducia in lui, giocare palla addosso a lui. Ha delle qualità e bisogna dargli un po’ di fiducia”.

La squadra sembra avere un po’ di timore, visto che spesso la palla una volta arrivata a centrocampo, torna indietro:
E’ una osservazione pratica e corretta: bisogna azzardare qualcosa di più. Quando la palla si ha sulla nostra mediana e la riportiamo sul portiere, è difficile poi riportarla in avanti. E’ una osservazione che abbiamo fatto anche dopo la partita con la Juventus e noi abbiamo fatto molti più retropassaggi di loro. E’ una cosa da cambiare, visto che con la Juventus noi dobbiamo confrontarci in modo aperto. Siamo al di sotto delle nostre qualità e i giocatori lo sanno, ma glielo dobbiamo ribadire. Quando loro credono di essere bravi, bisogna riconoscerglielo ma non accettare che giochino al di sotto del loro massimo”.

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