Sabatini si racconta: “Il peggio è passato. Senza Ferrero io via dalla Samp. Roma? Totti smetta di fare l’uomo immagine”

Sabatini si racconta: “Il peggio è passato. Senza Ferrero io via dalla Samp. Roma? Totti smetta di fare l’uomo immagine”

“All’Inter sbagliai io”

di Redazione ITASportPress
Sabatini

“Ora sto benissimo. Respiro senza bisogno dell’ossigeno, faccio la doccia da solo, non ho più attacchi di panico e non sono spaventato dalla morte. Ho voglia di ricominciare a battagliare. Se quando ero in coma ho detto di aver visto il paradiso, anzi volevo che mi aprissero, ora sono discorsi che non mi interessano più”, così Walter Sabatini, ds della Sampdoria in una lunga intervista a Repubblica.

Il dirigente si è raccontato a partire dalla situazione del club blucerchiato anche in ottica cessione: “Se Ferrero vende la Sampdoria, me ne vado. È giusto che la nuova proprietà faccia le sue scelte, ma il mio non sarà un futuro da spettatore”.

PASSATO – Ma c’è spazio anche per i trascorsi in giallorosso: “Roma? Totti la smetta di fare l’uomo immagine in tribuna. Faccia un passo avanti, ci metta la faccia, assuma responsabilità. Uno come lui deve poter contare in società, prendere rischi che comporta il suo ruolo. Da capitano a comandante. Deve fare il dirigente, occuparsi di spogliatoio, squadra, scelte di mercato, tutte cose che attengono alla sua sensibilità”.

E ALL’INTER – Ma anche per i tempi in nerazzurro: “Inter? Con i nerazzurri ho sbagliato io. Me ne sono andato per impazienza, la colpa è mia. Volevo fare una grande Inter, chiedevo investimenti forti, ma non c’erano risposte immediate, e davanti all’indugio mi sono tirato indietro, mi sembrava di tradire la fiducia dei tifosi. Detto questo, le cene da Zhang sono state da Mille e una notte, ricche e opulente, da vero imperatore, ma trattare con i cinesi non fa per me, sono impermeabili, non danno mai risposte definitive, le decisioni sono sempre collettive, dopo una riunione ce n’è sempre un’altra e un’altra ancora, e poi c’è un comitato che deve ratificare la decisione e appena credi che ci sia una parola fine, ricominci in un’altra sala. Icardi? Spalletti è un allenatore con un legame molto forte con lo spogliato. Ma senza Icardi la squadra si è indebolita. Sul piano disciplinare non mi inoltro, ma c’erano altri metodi”.

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