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Sampdoria, senti Eriksson: “B sarebbe un dolore. Quagliarella superi Ibrahimovic”

Eriksson

Parla l'ex mister

Redazione ITASportPress

C'è spazio per tanti ricordi a tinte blucerchiate nell'intervista rilasciata a Il Secolo XIX da parte di Sven Goran Eriksson. L'ex mister ha parlato della stagione della Sampdoria sottolineando l'importanza di salvarsi e dando uno sguardo al suo passato in quel di Genova.

RICORDI - "Quando sono arrivato c’è stata la cessione di Vialli che forse ha cambiato un po’ la storia del club. Papà Mantovani mi disse che non aveva più la forza di competere con Juve, Milan, Inter, ha dovuto vendere ma restava una grande squadra, con calciatori importanti. La Sampdoria era bravissima nel trovare giovani talenti: Veron, Seedorf, Karembeu, non ancora al top ma esplosi nella Samp. Nel primo anno di Gullit potevamo vincere lo scudetto, ci siamo riusciti con la Coppa Italia: non abbiamo vinto molto, ma giocavamo bene, era bello vedere quella Samp", ha detto Eriksson.

SINGOLI - Su Mancini e Baggio: "C’era Mancini, e non è poco: lui e Vialli erano i simboli della Samp, lui anche più di Gianluca. Era fortissimo, elegante, un genio. Baggio? Era molto giovane, veniva da un infortunio grave ma era incredibile. Ricordo contro il Milan a San Siro, una delle prime gare con Sacchi: abbiamo passato due volte il centrocampo grazie a lui e abbiamo vinto, 2-0, fece un gol da sogno, partendo da centrocampo. Roby era fantastico. Tra lui e Mancio non si può scegliere. Come tra Messi e Maradona, Maradona o Pelé...".

PRESENTE - Eriksson ha poi proseguito passando all'attualità e alla sfida del weekend tra la Sampdoria e la Fiorentina: "Sono club con tifoserie molto innamorate dei loro colori. Ho bellissimi ricordi dappertutto ma alla Samp sono stato ben 5 anni… era un club molto familiare, la famiglia Mantovani curava i giocatori come figli, papà Paolo era unico, straordinario. Alla Fiorentina sono stato bene, ma solo due anni: l’ambizione massima era andare in Uefa, ci riuscimmo allo spareggio con la Roma, segnò Pruzzo. Sono contento se andrà in Europa di nuovo, ma la Samp deve salvarsi: la B sarebbe un dolore per tutti i sampdoriani. E anche economicamente sarebbe un danno forte". Un pensiero poi a Quagliarella e gli altri: "Quagliarella è un ottimo attaccante: lo so, ha 39 anni, ma Zlatan (Ibrahimovic ndr) gioca a 40, può provare a superarlo. Ekdal è importante anche per la mia Svezia: centrocampista difensivo bravo a dare equilibrio. E poi c’è il norvegese, Thorsby. È bravo di testa, qualche gol lo fa, magari segna lui...".

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