Serie A, cambia il protocollo anti Covid-19. Le novità

Tante le novità apportate dalla Figc

di Redazione ITASportPress

Il calcio deve fare i conti inevitabilmente con il Coronavirus che ha stravolto il programma visto che molti calciatori sono positivi e diverse partite a rischio. Così la Figc ha deciso di cambiare il protocollo anti Covid-19 del calcio professionistico e della Serie A femminile. Da oggi oltre ai test molecolari, il tampone classico per intenderci, si potranno utilizzare come test diagnostici i controlli antigenici a risposta rapida. In pratica, i calciatori come gli studenti e i professori. Nella nuova norma pubblicata sul sito federale e condivisa con il dipartimento Sport del ministero, si fa infatti riferimento alla circolare del ministero della Salute che autorizza questo tipo di test nelle scuole per gli accertamenti a cui sottoporre i contatti stretti del soggetto positivo. Come riporta la Gazzetta dello Sport è probabile che la prassi possa prevedere il tampone molecolare negli esami a 48 ore dalla partita, e quello rapido a ridosso della partita previsto per le squadre che hanno avuto un caso di contagio. Non viene quindi toccata la tempistica dei controlli, un’eventuale modifica avrebbe avuto bisogno del via libera del Cts, ma il protocollo viene rafforzato nel tentativo di “fotografare“ il gruppo squadra a distanza ravvicinatissima dalla partita per prevenire l’ipotesi di un contagio da una persona magari negativa al venerdì ma potenzialmente contagiosa la domenica. Si precisa, però, che la positività al test antigenico sarà tale anche in caso di test “debolmente positivo”. Una precisazione necessaria soprattutto rispetto alla possibilità che si verifichino alcune circostanze emerse in sede di controlli Uefa. Insomma, quel “debolmente” non cambia niente ai fini della necessità di mettere in isolamento il contagiato e in quarantena i suoi contatti stretti. A meno di un nuovo tampone (questa volta molecolare) con esito negativo. Una risposta della commissione scientifica della Federcalcio alle diverse sollecitazioni provenienti da diverse parti. Forse l’ultima frontiera prima di arrivare all’ipotesi della “bolla”. Possibilità che la crescita dei contagi mette inevitabilmente in campo.

C’è anche un’altra modifica. Si ereditano da un’altra circolare del ministero della Salute (quella dello scorso 12 ottobre) le nuove norme per i casi di isolamento di un soggetto positivo e di quarantena per i contatti stretti. Nel primo caso l’isolamento finisce dopo un minimo di dieci giorni dalla certificazione del contagio e con un tampone (test molecolare) negativo. Proprio il caso di Cristiano Ronaldo, ormai a disposizione per partita contro lo Spezia. Stesso discorso per i contatti stretti asintomatici, ma in questo caso può essere utilizzato anche il test antigenico a risposta rapida.

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