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Serie A

Serie A, iscrizioni e indici: Gravina ha la memoria lunga

(Getty Images)

Il presidente federale non ha sbagliato la scelta

Redazione ITASportPress

Il mondo del calcio in Italia ruota attorno alla Serie A. Ma se i tifosi vedessero un'assemblea in "diretta" o semplicemente qualche presidente di B o C avesse l'opportunità di assistervi da uditori, allora i pensieri sarebbero diversi. Ogni tanto la Giustizia Sportiva è intervenuta sanzionando qualche "presidente" ma, le risse (non sempre sfiorate) ed i bicchieri d'acqua in faccia nonchè le offese personali, quasi sempre sono risultati impuniti. Proprio quando la litigiosità della Serie A sembrava arrivare al commissariamento per la mancata elezione del presidente (Casini per il momento) si è trovata una maggioranza. Undici rappresentati su venti club hanno scritto il nome, tre di questi probabilmente a luglio saranno in B. Non conta però.

LOTITO DOCET - L'assemblea è sovrana come dice Lotito. In realtà il mandato di Casini è chiaro. Aiutare una parte di questi undici club ad iscriversi al prossimo campionato di Serie A. Perchè Gravina sta applicando la Legge. E questo non è consentito a Via Rosellini. Andiamo con ordine. La Legge 91/81 stabilisce che i club professionistici abbiamo un equilibrio finanziario e la federazione deve verificare che questo ci sia. Dunque dal 2010 in poi è stata introdotta la Licenza Nazionale che negli anni è stata affinata e che prevede indicatori economici, organizzativi e infrastrutturali. La FIGC non ha fatto altro che mutuare la Licenza UEFA ed adeguarla al nostro diritto sportivo e civile. Fino alla pandemia bene o male i club di Serie A hanno evitato grosse ricapitalizzazioni, in Serie B e C invece i presidenti ogni anno dovevano sganciare "assegni" pesanti e quando non riuscivano i Club erano esclusi.

CASO MILAN - L'unico, in Serie A, che ci ha sbattuto il muso fu Li Yonghong (ex proprietario del Milan) che per rispettare l'indicatore imposto dalla CoViSoc, nel 2018, avrebbe dovuto ricapitalizzare per 60 milioni. Non avendoli intervenne il fondo Elliot che si prese il Milan e versò nelle casse del club la cifra che mancava. Nel 2020 (quindi nel campionato 2019/2020) è arrivata la pandemia. Stadi chiusi, le aziende delle proprietà colpite. La decisione (giusta) di alleggerire i parametri per l'iscrizione al campionato 2020/2021. Serie C e Serie B che in passato li avevano avuti sempre avuti più stringenti cominciarono a respirare. La serie A praticamente non fu costretta a rispettare di fatto nessun indicatore. La stagione 2020/2021 è stata comunque caratterizzata da stadi chiusi, quarantene, aziende in crisi. Pertanto il Governo Conte (non lo fece per il calcio ovvio) applicò nel dicembre del 2020 tutta una serie di norme che consentirono alle aziende anche calcistiche di non ripianare le perdite.

I MENO VIRTUOSI - Quindi, le proprietà della Serie A la cui maggior parte aveva Club pieni di debiti (su tutte l'Inter, ricordiamo la questione stipendi) si videro sospendere i pagamenti di ritenute e contributi ed in qualche modo poterono utilizzare la liquidità derivante dai diritti televisivi per mandare avanti la gestione ordinaria del club (stipendi compresi). Nessuno però si impegnò (dei club in difficoltà) a risanare finanziariamente il Club. Oggi che la FIGC deve applicare la Legge chiede ai Presidenti di B e C il rispetto delle regole e dei parametri come se si fosse (un pò meno) ante CoVid mentre alla Serie A chiede un solo (!) indicatore da rispettare: quello di Liquidità.

LA MEMORIA - Cosa accade quindi: che le proprietà che in questi tre anni non hanno risanato o ricapitalizzato dovranno farlo entro giugno 2022 dal momento che il gioco delle plus valenze è stato scoperto. Chi si lamenta in Serie A probabilmente non conosce gli sforzi economici dei presidenti di Serie B e di Serie C che ogni anno devono ripianare le perdite. Non sappiamo quanti soldi ha versato Ferreno nella Sampdoria o Zang nell'Inter o Lotito nella Lazio o Preziosi nel Genoa solo per citarne alcuni ma certamente Gravina da presidente di Serie C prima di essere quello federale si è ricordato dei tanti sacrifici fatti da tutti i presidenti escluso quelli di A.

 (Getty Images)
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