Tacconi minimizza: “Coronavirus? Solo un’influenza. Rabiot? Fortunato”

L’ex portiere bianconero ha parlato della situazione att

di Redazione ITASportPress

I tifosi bianconeri avranno sicuramente un bel ricordo di Stefano Tacconi. L’ex portiere ha giocato per 10 anni alla Juventus vincendo praticamente tutto. L’ex numero uno bianconero è anche famoso per essere una persona estremamente schietta e sincera. L’esempio più lampante riguarda il giudizio su Adrien Rabiot dello scorso settembre: “Sembra uno di Promozione… Non è in condizione, è l’unico che è indietro rispetto agli altri”.

Tacconi a tutto campo

Tacconi (Getty Images)

Durante un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Sportiva, l’ex portiere bianconero ha parlato della pandemia di Covid-19, minimizzando però l’accaduto: “Il Coronavirus? Per me è un’influenza”. Riguardo alla ripresa del campionato, Tacconi ha risposto: “Quando in una conferenza mi diranno che ci sono stati mille morti, mi dicano quali di Coronavirus, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Io sarei per riprendere a giocare, anche con il pubblico. Ora come ora c’è troppa confusione, spero che la Serie A e B con 40 squadre sia più gestibile. Dalla C in giù ci sono troppe società che non possono andare a giro la domenica”.

Vicenda Chiellini

Chiellini
Giorgio Chiellini (getty images)

Interrogato poi sulla vicenda legata a Giorgio Chiellini, Tacconi ha commentato: “Chiellini? Le solite cavolate, ne ho dette talmente tante anch’io! E per quanto riguarda Buffon, facciamogli vincere questo record”. L’ex bianconero poi ha voluto lanciare un’altra frecciata al centrocampista francese Adrien Rabiot: “È già una persona fortunata, se vuol andar via la Juve non farebbe fatica. Io avrei accettato di ridurmi lo stipendio”. Insomma, il francese non deve essere sicuramente tra le simpatie dell’ex portiere. Lo stesso Rabiot nelle ultime ore ha fatto parlare di sé con un post su Instagram molto polemico riguardo al suo presunto “sciopero”. Il francese in un’altra storia di Instagram ha poi preso di mira anche la stampa rea, secondo lui, di dare informazioni sbagliate.

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