Totti: “Cassano si è fatto abbindolare. Quando andò via da Roma, incolpò me”

L’ex capitano della Roma rivela alcuni retroscena del rapporto con “FantAntonio”

di Redazione ITASportPress

“Non so se la squadra era più forte quella dello scudetto o quella dell’anno successivo. Eravamo una squadra completa in ogni zona del campo. Era impossibile non vincere”. Parola di Francesco Totti. L’ex capitano della Roma ricorda le stagioni 2000/01 e 2001/02, quando la formazione capitolina, allora allenata da Fabio Capello, prima vinse lo scudetto e poi concluse al secondo posto a un punto dalla Juventus. Un salto di qualità significativo venne fornito dall’innesto di Antonio Cassano nella stagione seguente il tricolore. E il fuoriclasse barese creò con Totti una coppia straordinaria.

Totti
Totti (Getty Images)

AMICO

Lo stesso Totti ricorda in una diretta Twitch con Christian Vieri il suo rapporto con Cassano: “Da quando è arrivato a Roma non abbiamo più vinto nulla (ride, ndr). Se mi avesse ascoltato un minimo sarebbe rimasto a Roma altri 20 anni. Si è fatto abbindolare da altre persone e non ci ha capito più nulla. Con Antonio ho vissuto i momenti più belli della mia carriera, con lui giocavo ad occhi chiusi. All’inizio dormiva anche a casa mia. Dovevo prendere il Lexotan la sera. Non eravamo neanche fratelli, ma amici. Antonio, quando discuteva, smetteva di parlarti. Neanche ti salutava. Zero. Come quando andò via da Roma. Ci fu una discussione con la società e decise che era colpa mia e Montella. Non ci ha più parlato. Cassano è il Marzullo del calcio: si fa le domande e si da pure le risposte. Ogni volta che apriva bocca non sapevi cosa sarebbe potuto succedere. Portava gioia, ma al tempo stesso uno ne bastava”.

Cassano
Cassano (getty images)
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