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IL CAPITANO

Totti: “Oggi il calcio è business. Non volevo ritirarmi ma poi ho capito che…”

Totti (getty images)

L'ex capitano della Roma si racconta a 360°

Redazione ITASportPress

Un calcio che non c'è più. Quello fatto di sentimenti veri per il proprio club di appartenenza. Chi meglio di Francesco Totti poteva parlare di cosa rappresenti il vero amore per la città e per la maglia che si indossa? Intervistato dal Guardian, l'ex storico capitano della Roma ha affrontato diversi temi legati all'attualità del calcio e alla differenze con il passato. Il Pupone ha avuto modo di soffermarsi anche sul suo ritiro e sulle emozioni provate prima e dopo quel giorno.

DIFFERENZE - "Io ho iniziato a giocare in tempi diversi, in un calcio diverso, fatto di passione e di affetto verso i tifosi. Giocare nella squadra che ho sempre tifato? È stato più facile per me fare questa scelta. Fare un paragone tra i miei tempi e quelli di oggi è difficile. Oggi c'è più business. Vai dove puoi fare più soldi", ha detto Totti. "25 anni nella stessa squadra non rappresentano un traguardo di poco conto: sono diventato il capitano, uno dei giocatori più importanti giocatori. Devi essere sempre all'altezza. La città dove nasci è sempre la più bella, è naturale per tutti. Però Roma per me è davvero la città più bella del mondo".

CARRIERA - "Rimpianti? Ho fatto  il massimo che ho potuto e ho conquistato tutto quello che si poteva conquistare". "Lo scudetto con la Roma? Mi danno del folle se dico che è il successo più grande della mia carriera. Ovviamente la Coppa del Mondo (il Mondiale con l'Italia del 2006 ndr) è il punto più alto ma questo vale più per chi vince ogni anno, come i giocatori della Juventus, che per chi vince raramente".

MERCATO - La Roma è stata la sua unica squadra, ma Totti era stato corteggiato da diversi top club tra cui Real Madrid e anche il Milan nella stagione 1996/97: "È stato l'unico club al di là della Roma in cui ho fantasticato di giocare ma le decisioni sono sempre state prese da me, con la mia testa. Anche se la tua famiglia poi ti dà dei consigli. Ma alla fine ero molto giovane, sapevo di avere tempo". "L'offerta del Real nel 2006? Ci sono stati alcuni giorni in cui ero con un piede a casa e con un piede lì, ma la scelta di rimanere a Roma è stata fatta con il cuore. In quei momenti, quando ti senti così, non puoi andare via. Il Real Madrid è l'altro club in cui avrei potuto giocare, un'esperienza in un altro paese sarebbe potuto essere qualcosa di bello per me e per la mia famiglia".

RITIRO - "Non sei mai pronto per fermarti. All'inizio non l'ho vissuta bene ma lentamente mi sono convinto che era la scelta giusta".

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