Veretout e il lockdown: “Roma sembrava una città morta”

Veretout e il lockdown: “Roma sembrava una città morta”

Il centrocampista della Roma ha parlato dei momenti vissuti durante la quarantena.

di Redazione ITASportPress

Durante il periodo di lockdown, diverse immagini hanno mostrato un’Italia dalle strade completamente svuotate. Una situazione surreale che ha colpito anche e soprattutto i giocatori stranieri. Tra questi anche Veretout. Il centrocampista della Roma ha parlato dei momenti vissuti nella sua nuova città.

Veretout e Roma

Durante un’intervista a Le Parisien centrocampista ha dichiarato: “Roma è una città sempre affollata, vivace e felice. Durante questo periodo era quasi morta. Congelata. Sembrava un film catastrofico. Ora si sta riprendendo. Si vede già dal mio quartiere. Di solito c’è sempre rumore e vita. A marzo e aprile, quando ero in giardino con le mie figlie, c’era una sensazione di vuoto, di niente. Era strano, ma ci dovevamo convivere. Ora, c’è di nuovo movimento, le persone tornano a passeggiare. Sono felice persino di vedere ripassare le macchine. Fa bene al morale”.

Paura

Il centrocampista ha poi parlato delle sue preoccupazioni: “Non particolarmente per me. Per mia moglie, i miei figli. Chiamavo la mia famiglia in Francia ogni giorno. Dall’inizio del lockdown abbiamo spiegato ai più piccoli (Aalyah e Kaylie di 5 e 2 anni, ndr) perché dovevamo stare a casa, perché fossi lì tutto il giorno. I primi tempi sono andati bene, disegnavamo, abbiamo organizzato una caccia al tesoro… Ma dopo due o tre settimane, è diventato più complicato il fatto di non poter uscire. La più grande mi ha persino detto: “Papà, c’è il mostro di fuori?”. E io gli ho risposto: “Sì, ma non possiamo vederlo, è una piccola bestia che sta nell’aria”. Qualche giorno fa, siamo riusciti ad andare un po’ davanti casa nostra per farle fare un giretto. Era come se fosse Natale per lei, nel mese di maggio. Era radiosa”.

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