Wilmots: “Conte rimasto affascinato da Lukaku durante Italia-Belgio ad Euro 2016”

L’ex Ct del Belgio spiega quando iniziò il corteggiamento di Conte

di Redazione ITASportPress
Lukaku Belgio euro 2020

Marc Wilmots, ex giocatore e allenatore della nazionale belga, racconta a Fanpage.it il suo periodo da coach della selezione del suo paese, riavvolgendo il nastro su giocatori sui quali puntò molto come Romelu Lukaku e Dries Mertens, consapevole del loro enorme valore da attaccanti di livello mondiale.

“Ho sempre allenato con lo sguardo verso il futuro, senza mai soffermarmi solo sul risultato del momento ma lavorando nel lungo periodo – racconta Marc Wilmots a Fanpage.it -. Ai mondiali del 2014 eravamo la nazionale più giovane di tutte, siamo andati in Brasile come una famiglia. E i risultati di oggi sono una conseguenza di quanto fatto allora”. “Avevo un’idea chiara. Volevo sviluppare una squadra per il futuro, perché vedevo qualità nei miei giocatori”, aggiunge.

LUKAKU – Su Romelu Lukaku, l’ex giocatore e allenatore della nazionale belga rivela: “All’epoca aveva poco più di vent’anni ma avevo già notato le sue qualità. In molti lo criticavano per la sua mancanza di concretezza, ma io dicevo a tutti di dargli tempo. Ed ecco che oggi è diventato il miglior centravanti del mondo insieme a Lewandowski” e aggiunge “Conte già ne era rimasto affascinato durante Italia-Belgio ad Euro 2016. Parliamo inoltre di un allenatore capace di ottenere il meglio dai propri centravanti. Basta vedere quel che ha fatto con Pellé nella nazionale italiana. E potendo lavorare con Romelu nel quotidiano era logico che ottenesse ottimi risultati. Gli attaccanti vanno messi in condizione di rendere al meglio, e lo stesso è accaduto per Mertens a Napoli” .

Proprio su Mertens, Wilmots spiega “Mertens e Napoli sono fatti l’uno per l’altra! Lui ha dato moltissimo alla città e alla squadra, e al contrario […]. Dries ha una grandissima capacità di adattamento. Durante i primi mesi in nazionale ho dovuto sentire stupidaggini come “Mertens è un jolly da mettere a partita in corso”. Niente di più falso. E lui lo ha dimostrato.”

Infine, ripercorre il momento in cui capì che Lukaku e Mertens sarebbero diventati così importanti: “Nell’agosto del 2012 giocammo un’amichevole contro l’Olanda. Perdevamo 1-2 e a mezz’ora dalla fine li feci entrare entrambi. Negli ultimi 15 minuti segnarono un gol a testa e Mertens diede l’assist a Verthongen per il 4-2 finale. Da quel momento compresi che era cominciata una bellissima avventura”.

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