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Esclusiva

Parma, Di Chiara a ISP: “Per adesso una delusione. Maresca? Spero non diventi capro espiatorio”

(Getty Images)

L'analisi dell'ex calciatore ducale sulla squadra di Maresca che fatica in B

Redazione ITASportPress

Riguardo all’attualità in orbita Parma, la redazione di ItaSportPress.it ha intervistato in esclusiva Alberto Di Chiara, calciatore dei crociati tra il 1991 e il 1996.

L’ha stupita l’inizio in sordina del Parma?

“Sì, perché c’erano grandissime aspettative. Ma, più in generale, c’è un discorso molto ampio da fare”.

Prego.

“Il cambio di proprietà, al momento, non ha dato gli effetti sperati. Si pensava che il Parma sarebbe andato incontro a una stabilità ambientale di fondo, invece ci sono stati parecchi esoneri. Con in più la retrocessione di mezzo”.

Quali corde bisogna toccare per invertire la tendenza?

“Secondo me nulla è perduto: siamo solo a ottobre e il Parma può e deve ambire alla Serie A. Questo bisognerebbe chiederlo, in ogni caso, a Maresca, perché è lui a avere il polso della situazione. Vedremo cosa succede”.

Si aspettava qualcosa in più proprio da lui?

“Maresca è un allenatore giovane ed è subito chiamato a un obiettivo importante come la Serie A. Io spero che non sia l’unico a pagare, come spesso accade nel calcio italiano con gli allenatori”.

Ha giocato con Buffon: credeva che potesse rappresentare un valore aggiunto a prescindere in questa fase?

“Gigi è stato il più grande portiere della storia del calcio, ma non bisogna fare confusione sotto alcuni aspetti”.

Quali?

“Indubbiamente a livello mediatico ha contribuito ad attirare i riflettori sul Parma a livello internazionale. Secondo me però i suoi obiettivi personali non devono essere confusi con quelli della squadra”.

Ossia?

“Gigi è tornato al Parma per l’ultima grande sfida della sua carriera. Lui deve rappresentare un valore aggiunto, nell’ambito degli obiettivi che ha il Parma. Non si deve pensare che sia la stagione di Gigi Buffon, ma del Parma. Ma il primo a toccare questi tasti, in queste fasi, è sicuramente lui”.

Ha parlato di un Parma che può e deve ambire alla Serie A. Tuttavia, in un campionato così aperto, quale può essere l’obiettivo minimo?

“I play-off. Inoltre bisogna aspettare quella partita che rappresenti la scintilla. Da lì in poi puoi inanellare un filotto che può portarti in alto. E’ fondamentale però che tutto lo spogliatoio remi nella stessa direzione”.

 (Getty Images)
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