Per Anastasi minuto di silenzio solo in tre stadi e scoppia la polemica sui social: “E’ una vergogna”

Solo Juventus e Inter in Serie A e Catania in C per scelta autonoma hanno tenuto prima delle partite un minuto di raccoglimento

Prima del calcio d’inizio di Juventus-Parma all’Allianz si è tenuto un momento di raccoglimento per ricordare Pietro Anastasi, attaccante degli anni ’70, divenuto grande soprattutto per i suoi anni in bianconero e scomparso lo scorso venerdì all’età di 71 anni. Un filmato a lui dedicato è stato proiettato sui maxischermi e buona parte delle luci dell’impianto sono state spente, tenendo accesi solo dei fari a illuminare il cerchio di centrocampo. Anche l’Inter e il Catania hanno fatto osservare un minuto di silenzio prima della partita con il Lecce. Nessuna indicazione o iniziativa da parte della Lega e della FIGC per tutte le altre partite di Serie A. E pensare che Pietro Anastasi è stato decisivo per la conquista dell’Italia nel ’68 dell’Europeo con il gol del 2-0 alla Jugoslavia. «Non è un calciatore della Juve, appartiene a tutta Italia», ha aggiunto Fabio Paratici. L’assenza di un ricordo su tutti i campi di A ha, invece, indignato tanti, soprattutto sui Social: «E’ una vergogna», ha detto ad esempio Ciccio Graziani. Ieri è stato comunque il giorno del ricordo di Anastasi nella sua Varese, città adottiva in cui arrivò dalla natale Catania: la moglie Anna e i due figli hanno accolto centinaia di persone venute a dare un ultimo saluto nella camera ardente allestita nella Sala Estense del comune. Sopra alla bara una maglia juventina numero 9 con il nome Anastasi e una sua foto: tra i tanti, hanno reso omaggio anche Roberto Bettega e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Così il Giornale sulla scelta che ha indignato molti tifosi e addetti ai lavori: «La Federcalcio e la Lega sono riuscite a piangere frettolosamente a parole per qualcuno che non c’è più dimenticandosi subito colui per cui stavano versando lacrime. Impresa unica. Parole sparse qua e là di cordoglio però minuti di raccoglimento zero. Anzi. Due. Uno a Lecce e uno a Torino, voluti dall’Inter per cui aveva giocato e dalla Juventus per cui aveva molto giocato. 120 secondi arrivati per «ammutinamento» dei club alle scellerate leggerezze dei burocrati. Sarebbe bastato un whatsapp per avvisare gli arbitri e organizzare tutto. Niente da fare. E non è colpa del Var».

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy