Uva: “Superlega? Ucciderebbe i campionati nazionali e le competizioni attuali…”

Uva: “Superlega? Ucciderebbe i campionati nazionali e le competizioni attuali…”

“VAR? Serve tempo per uniformarsi”

di Redazione ITASportPress

Intervenuto ai microfoni di Radio Anch’Io Sport, Michele Uva, vicepresidente UEFA, ha parlato dei temi caldi del calcio europeo e mondiale. Ecco le sue parole:

SUPERLEGA – “Credo non sia possibile con questo regolamento. Credo ucciderebbe anche i campionati nazionali e intaccherebbe anche la Champions League e l’Europa League. La UEFA sta lavorando per un torneo (Europe Conference League) molto affascinante che non intacchi quanto funziona in questo momento nel pieno rispetto dei tornei attuali e con il weekend con i campionati. Cosa spinge a pensare ad una superlega? Il denaro e gli interessi, indubbiamente. In Europa, un modello alla NBA non è possibile anche perché la Champions League è uno dei tornei più importanti e seguiti del mondo”.

CEFERIN – “Le parole di Ceferin sul fuorigioco e i falli di mano? Non replico. Ci ho parlato. Posso dire che ci sono 15 campionati con la VAR, e altri che stanno per inserirla. Dobbiamo capire che si tratta di un’introduzione epocale. C’è bisogno di tempo per uniformarsi. Quello che dice Ceferin viene interpretato diversamente in ogni Paese. Credo che il fallo di mano sia la questione che abbia creato più problemi in assoluto”. “Vogliamo rimettere l’arbitro al centro del progetto”.

NUOVA COPPA – “Nasce proprio per coinvolgere più club possibili. Far sentire più squadre nel progetto europeo. Nasce dalle richieste delle medie e piccole federazioni di sentirsi più importanti”.

FFP – “Il Fair Play Finanziario? Si tratta di un sistema che è stato adottato per controllare e gestire al meglio le vicende economiche. Un sistema che controlli l’equilibrio dei conti. Ognuno può spendere quello che ha. Il Milan? Ci sono delle regole. Verranno valutati gli ultimi tre bilanci. Se non c’è equilibrio ci sarà un accordo. Come hanno fatto Inter e Roma”.

CALCIO FEMMINILE – “Non è plausibile che un uomo e una donna abbiamo sistemi previdenziali diversi. Sport maschile e femminile hanno stessi diritti e vanno trattati allo stesso modo”.

 

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