Catania, Ferraù a ISP: “Nessun piano B: a Tacopina il 100% delle quote. Sul risarcimento Lo Monaco…”

Il presidente della società proprietaria del club etneo sicuro del passaggio di consegne a Tacopina

di Redazione ITASportPress

L’intesa tra Sigi e Joe Tacopina per la cessione della proprietà del Calcio Catania c’è ma si attende il closing previsto per il 25 febbraio. L’avvocato italo-americano intanto ritorna nel capoluogo etneo per seguire da vicino come si sta muovendo la Sigi in relazione ai debiti accumulati dal Calcio Catania nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e del Comune di Mascalucia. Ai microfoni di Itasportpress.it l’avvocato Giovanni Ferraù, presidente della Sigi, ha detto la sua su alcuni argomenti di stretta attualità che riguardano la società etnea e  Tacopina. 

Avvocato Ferraù l’intero sistema calcio, a livello globale, si trova sulla stessa barca di fronte al virus e neanche i club titolati di Serie A riescono a contenere le perdite con gli stadi chiusi. Come spiega questo scenario atipico di coraggiosi imprenditori catanesi che in un momento di assoluto rischio povertà mondiale investono dei soldi per salvare la matricola 11700?

Siamo stati dei pazzi a sottovalutare l’emergenza sanitaria anche se a maggio si pensava di tornare presto alla normalità. Ricordo che eravamo tutti senza mascherina fuori dal Tribunale a luglio e mai potevamo immaginare quello che sarebbe accaduto in autunno. Avevamo di fronte a noi due strade: far fallire il Calcio Catania o riprenderlo dalla Serie D. Non abbiamo mai preso in considerazione la prima ipotesi. Pensavamo di vendere 10 mila abbonamenti, di trovare diversi sponsor anche con Infront che ci avrebbe dato una mano importante. Poi tutto si è capovolto. Una pazzia prendere il Catania ma è stato un gesto d’amore per tutto l’ambiente.  

La cessione a un gruppo straniero dopo pochi mesi dall’aggiudicazione del bando stride col fatto che avete dato garanzie di continuità aziendale al Tribunale di Catania: cosa è cambiato?

La continuità aziendale l’abbiamo assicurata e difatti avevamo iniziato la gestione con l’intento di andare avanti ma poi si è fatto sentire Tacopina che ha intensificato i rapporti a ottobre. Volevamo andare avanti e tutti i soci Sigi credevano di avere la forza economica per portare avanti il progetto ma io non ero convinto. Poi abbiamo creduto alla proposta seria di Tacopina e alle possibilità di un rilancio del Calcio Catania. Tacopina rileverà il 100% delle quote azionarie e non una parte, ne tantomeno si andrà a braccetto con la Sigi, mai pensato questo. Con il Comune di Mascalucia c’è una interlocuzione positiva e stiamo cercando di definire tutto poi ci dedicheremo all’Agenzia delle Entrate. Spero che tutti rinuncino a qualcosa perché poi la domanda da fare è la seguente: se il Calcio Catania fallisce il rischio concreto per gli enti e i creditori è di non vedere neanche un euro. 

Se dovesse andare a gonfie vele con Tacopina vi aspettate un riconoscimento da tifosi e istituzioni?

La Sigi non dovrà mai essere dimenticata e i tifosi dovranno ricordarsi uno per uno i nomi di questi pazzi che hanno salvato la matricola e consegnato la squadra a un imprenditore importante. Nei prossimi anni toccherà a Joe l’onore di condurre il Catania verso approdi più adatti alla grandezza di questa storia sportiva. Noi della Sigi non vogliamo statue o murales allo stadio ma solo un riconoscimento a vita visto che è stato fatto un grande lavoro con enormi sacrifici. 

Temete che l’eventuale richiesta di un pesante risarcimento per danni all’immagine che potrebbe portare avanti l’ex ad Lo Monaco possa ostacolare l’operazione con Tacopina. 

Lo Monaco ha il diritto di fare ciò che vuole, poi il Calcio Catania si difenderà in qualunque sede rimettendosi alle decisioni dei giudici. Non mi preoccupa questa ipotesi di risarcimento e non penso che intralci la cessione del club a Tacopina. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy