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Il caso

Catania, risiko micidiale

Catania Ferrau e Nicolosi

Il club rossazzurro è in crisi e scatta la settimana più complicata della storia del sodalizio di via Magenta

Redazione ITASportPress

Scatta oggi una nuova settimana di passione per tutti i tifosi del Catania. Il club ormai da mesi è appeso a un filo che si fa sempre più sottile e sotto c'è l’abisso di una esclusione dal campionato che sembra purtroppo assai vicina. Ci auguriamo che il Catania non sia un Trapani bis o un Matera bis, ma servono soldi immediati e anche tanti per evitare questo dramma sportivo. Gli appuntamenti segnati nell’agenda dei vertici della SIGI sono tanti e ormai noti a tutti: dal pagamento degli stipendi ai calciatori entro giorno 11 novembre, all’udienza di domani al Tribunale sul sequestro conservativo della curatela fallimentare della Catania Servizi nei confronti del club di via Magenta e infine il 16 novembre l’udienza prefallimentare. Una situazione finanziaria assai drammatica per lo storico club rossazzurro che a fatica si è iscritto al campionato, ma poi la proprietà non è riuscita a pagare gli stipendi di inizio stagione ai giocatori. Un fatto anomalo come ha detto a Itasportpress il referente della Lega Pro dell’AIC che segue il caso Catania Danilo Coppola. "Certamente è grave perchè quando si verificano mancati pagamenti già al primo bimestre è evidente che qualcosa non va. Da 11 anni sono all’AIC e non ricordo un caso simile".

 Ghirelli (Getty Images)

RISIKO MICIDIALE - Ma allora c’è da chiedersi perché si è deciso di cominciare la stagione? I soci SIGI speravano di svangarla in qualche modo evidentemente. Ma perché permettere al Catania di gettarsi in mare aperto senza un salvagente, anzi col rischio concreto di falsare l’intero campionato? Quesiti che vanno rivolti alla Figc che in effetti ha introdotto norme più restrittive sulle iscrizioni. Ma evidentemente tutto ciò non è bastato. L’ex presidente della Lega Pro Macalli ha ammesso che il Catania non andava iscritto mentre l’attuale numero uno della Lega Pro Francesco Ghirelli ha affermato che l’iscrizione del club pareva in regola salvo dopo scaricare su altri la responsabilità. Se qualcuno riuscirà a salvare il Catania potrebbe ripartire dal gioiello della società, la sede di Torre del Grifo, struttura sportiva all’avanguardia che può essere un modello per tutto il Sud. Eppure anche lì pendono debiti su debiti. Certo è che con una istanza di fallimento in corso difficile che qualche investitore scommetta sul Catania. È un risiko micidiale e forse solo il Tribunale può mettere ordine…

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